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Culatello con una T o con due? (09/12/2003)

Il Culatello di Zibello vanta estimatori illustri.
Nel 1891 il celeberrimo poeta Gabriele D'Annunzio così parlava, in una lettera a Renato Brozzi, del Re dei Salumi..

"Carissimo Brozzi, ti farò sorridere. Io sono un cupidissimo amatore del parmense Culatello (con una T o con due?).
Esausto dalla malinconia operosa, dianzi sentivo i morsi della fame; e anche mi sentivo la struttura delle costale travagliata come il più fiero dei tuoi pezzi d'argento, e pativo nella bocca dello stomaco il rostro d'una delle tue Aquile vendicatrici.
Mentre gridavo non senza ferocia: "Subito, subito, subito tre fette di culat(t)ello!" La donna appariva co' tuoi pacchi preziosi. Il più grande aveva la forma conica della compatta cosa di fibra rossa e salata. O Fratelmo, l'allucinazione della fame
m'ha strappato un grido di riconoscenza e di felicità: "Brozzi! Un Culatello! E come ci ha pensato? ...". Pongo le mani sul pacco e sento il becco eroico dell'Aquila ...Ti confesso che per
un così bello e potente raggio di arte vera, ho dimenticato la delizia golosa. La donna di servizio, la Milia, potrà testimoniarti l'esattezza del mio racconto. Interrogala.
Fin d'ora ti son grato del profondo pasto che porti al mio spirito (...) Perdona al delirio del Famelico in bellezza
".

Gabriele D'Annunzio
(Lettera a Renato Brozzi, 30 giugno 1891)



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