"Vorrei mangiare qualcosa".
"Abbiamo del maiale arrosto tenerino, del cotechino freddo squisito".
"E prosciutto?"
"Prosciutto no; abbiamo del Culatello".
Nel nome di questa carne salata Quirico poteva rinnovar conoscenza colla ridanciana e salace e cordiale Emilia, grande allevatrice e macellatrice di suini.
Riccardo Bacchelli
(II Mulino del Po, Milano 1963, voi. II, p. 89).
... Quando avevo un po' di soldini andavo alla "Filoma" (la vecchia Filoma che io chiamavo "la maitresse della cucina"). Lì mangiavo, è vero, uno stracotto divino!
... Sapete qualche volta ho sognato il Culatello e il vero prosciutto. Sono andato in sogno, è vero, a mangiare a Sacca di Colorno. Non so dire però se era sogno o realtà tanto ho mangiato bene!
Cesare Zavattini
(Telefonata gastronomica, in "Nella capitale della gastronomia" di F. Sandroni e C. Corti, Parma, s.d.).