
Adagiata
tra il Po, il Taro e lo Stirone,
Roccabianca
corrisponde all’antico villaggio di “
Arzinoldo”,
proprietà della Chiesa di Parma, poi
Feudo
dei Pallavicino, per concessione di
Federico
Barbarossa.
Una storia travagliata quella del paese il cui nome deriva
da
Bianca Pellegrini, la donna amata da
Pier
Maria Rossi e a cui fu donata la
Rocca,
per lei appositamente costruita.
Terra dalle forti suggestioni padane fra trame di culture
intensive interrotte da distese di pioppi; terra d’acque,
come testimoniano i nomi delle frazioni del Comune (
Stagno,
Fossa,
Rigosa,
Ragazzola
e
Fontanelle); terra di grande vocazione
agricola che convive con realtà industriali e con un’antica
tradizione artigianale nel campo della
lavorazione
del vimini.
La
Rocca, costruita attorno alla metà
del ‘400, conserva al suo interno le tracce di un importante
ciclo di affreschi raffiguranti le “
Storie di Griselda”,
tratte dalla centesima novella del
Decameron di Boccaccio.
Da segnalare il Portico con il suo monumentale arco di ingresso
al paese e la chiesa di San Bartolomeo e Michele.