
Il
nome
Zibello deriva dal diminutivo “
gibellus”,
piccola gobba del terreno.
La storia del suo territorio è legata alla nobile famiglia
dei
Pallavicino che, a partire dal
1249
con il
Marchese Pallavicino il Grande, tra
i primi signori di queste terre, regnarono incontrastati per
diversi secoli, fino a quando cioè, tra il XVI e il
XVIII secolo,
Zibello passò sotto
il controllo della provincia di Parma e quindi sotto alle
famiglie dei
Farnese e dei
Borbone.
Ai Pallavicino si deve la costruzione dei più importanti
monumenti, eretti tra la seconda metà del ‘400
e i primi anni del ‘500: il Palazzo Vecchio, la Chiesa
Parrocchiale dei SS. Gervaso e Protaso e l’ex Convento
dei Domenicani, che ora ospita
il Museo
Riccardi della civiltà contadina. Un museo
in cui, oltre agli attrezzi di lavoro e agli oggetti d’uso
domestico delle popolazioni contadine della zona, trovano
posto, nella sezione “Segreti del Po”, strumenti
e reti per la pesca, imbarcazioni tipiche, che fanno rivivere,
con il loro bagaglio di storia, lo spirito più antico
e profondo di questa terra.
Distante circa 35 Km da Parma, Zibello
si è sviluppato integrando la storica vocazione agricola
con una moderna caratterizzazione artigianale e industriale,
senza mai smarrire il senso di un’identità che
ancora oggi vive nel prodotto a cui dà il nome: il
Culatello di Zibello.